Borsa Italiana · 40 società
Calendario dividendi FTSE MIB 2027
Date di stacco, pagamento e rendimento di tutte le società del FTSE MIB, con acconti e saldi. Dati aggiornati al 31 ottobre 2026.
Il FTSE MIB in sintesi
- Stacchi entro fine anno
- 7
- Società con dividendo
- 36 su 40
- Rendimento medio
- 3,80%
- Rendimento più alto
- 7,90%Banca Monte dei Paschi di Siena
Prossimi stacchi
In Italia lo stacco cade di solito di lunedì, il pagamento di mercoledì
- 23nov BPER Banca Acconto da annunciare Pagamento 25 nov
- 23nov Eni 2ª cedola trimestrale 0,27 € Pagamento 25 nov
- 23nov Intesa Sanpaolo Acconto da annunciare Pagamento 25 nov
- 23nov Poste Italiane Acconto da annunciare Pagamento 25 nov
- 23nov Recordati Acconto da annunciare Pagamento 25 nov
- 23nov Terna Acconto da annunciare Pagamento 25 nov
- 14dic STMicroelectronics 4ª cedola trimestrale da annunciare Pagamento 16 dic
- 24mag Generali Dividendo da annunciare Pagamento 26 mag
Tutte le società del FTSE MIB
| Stato | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
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23 nov 2026 | 25 nov 2026 | da annunciare | 0,56 € | 4,26% | +75,2% | Annunciato |
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23 nov 2026 | 25 nov 2026 | 0,27 € | 1,07 € | 3,98% | +23,9% | Annunciato |
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23 nov 2026 | 25 nov 2026 | da annunciare | 0,376 € | 6,28% | +60,1% | Annunciato |
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23 nov 2026 | 25 nov 2026 | da annunciare | 1,25 € | 5,17% | +20,8% | Annunciato |
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23 nov 2026 | 25 nov 2026 | da annunciare | 1,34 € | 2,53% | +5,0% | Annunciato |
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23 nov 2026 | 25 nov 2026 | da annunciare | 0,3962 € | 4,10% | +8,0% | Annunciato |
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14 dic 2026 | 16 dic 2026 | da annunciare | 0,3111 € | 0,72% | +18,9% | Annunciato |
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24 mag 2027 | 26 mag 2027 | da annunciare | 1,64 € | 3,84% | +29,0% | Annunciato |
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da annunciare | da annunciare | da annunciare | 0,10 € | 1,52% | +12,7% | Annunciato |
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da annunciare | da annunciare | da annunciare | 1,40 € | 3,30% | +25,5% | Annunciato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 0,104 € | 0,104 € | 4,28% | +5,4% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 0,29 € | 0,29 € | 2,24% | +5,7% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 0,1485 € | 0,1485 € | 0,46% | −12,2% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 2,00 € | 2,00 € | 5,64% | +14,9% | Pagato |
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20 apr 2026 | 22 apr 2026 | 0,65 € | 1,25 € | 5,46% | +115,8% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 0,86 € | 0,86 € | 7,90% | – | Pagato |
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20 apr 2026 | 22 apr 2026 | 0,54 € | 1,00 € | 7,25% | +75,5% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 1,04 € | 1,04 € | 1,23% | +19,4% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 0,70 € | 0,70 € | 1,76% | +22,9% | Pagato |
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20 lug 2026 | 22 lug 2026 | 0,26 € | 0,49 € | 5,25% | +6,5% | Pagato |
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20 apr 2026 | 5 mag 2026 | 3,615 € | 3,615 € | 1,03% | +33,1% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 0,79 € | 0,79 € | 3,74% | +8,3% | Pagato |
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22 giu 2026 | 24 giu 2026 | 0,16 € | 0,16 € | 4,37% | +7,8% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 0,5543 € | 0,5543 € | 7,72% | +13,1% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 0,432 € | 0,432 € | 4,84% | +10,7% | Pagato |
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20 apr 2026 | 22 apr 2026 | 0,33 € | 0,33 € | 2,29% | – | Pagato |
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22 giu 2026 | 24 giu 2026 | 0,63 € | 0,63 € | 1,26% | +28,5% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 0,44 € | 0,44 € | 1,73% | – | Pagato |
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20 apr 2026 | 22 apr 2026 | 0,63 € | 1,22 € | 4,73% | +17,2% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 0,30 € | 0,30 € | 6,83% | – | Pagato |
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20 apr 2026 | 22 apr 2026 | 0,90 € | 0,90 € | 0,84% | +12,5% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 0,17 € | 0,17 € | 3,74% | −27,8% | Pagato |
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22 giu 2026 | 24 giu 2026 | 0,1813 € | 0,3021 € | 4,89% | +3,9% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 0,5151 € | 0,7663 € | 2,82% | +33,6% | Pagato |
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20 apr 2026 | 22 apr 2026 | 1,7208 € | 3,149 € | 4,22% | +92,2% | Pagato |
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18 mag 2026 | 20 mag 2026 | 1,12 € | 1,12 € | 4,46% | +32,0% | Pagato |
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– | – | – | – | – | – | Nessun dividendo |
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– | – | – | – | – | +15,5% | Sospeso |
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– | – | – | – | – | – | Nessun dividendo |
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– | – | – | – | – | −8,3% | Nessun dividendo |
Nessuna società corrisponde al filtro.
Dividendo = somma annua dell'ultimo esercizio; con più pagamenti è indicata anche la singola cedola. Rendimento sull'ultimo prezzo di chiusura. Crescita 5a = crescita media annua del dividendo negli ultimi cinque anni. Dati aggiornati al 31 ott 2026. Fonte: dividenden-kalender.de.
Come leggere il calendario
Data di stacco
Il primo giorno in cui l'azione si scambia senza il diritto al dividendo. Per incassarlo bisogna possedere il titolo alla chiusura del giorno precedente.
Record date
Il giorno dopo lo stacco: chi risulta azionista nei registri riceve il dividendo.
Acconto e saldo
Molte società italiane pagano due volte: un acconto in autunno o a gennaio e il saldo dopo l'assemblea di primavera.
Tassazione dei dividendi in Italia
Per le persone fisiche residenti i dividendi sono soggetti a un'imposta sostitutiva del 26%, trattenuta dalla banca.
Questo calendario raccoglie i dividendi delle 40 società del FTSE MIB, il principale indice di Piazza Affari: per ciascun titolo sono indicati data di stacco, data di pagamento, importo per azione e rendimento, con il collegamento alla scheda dettagliata. Molte società italiane pagano in due tranche, con un acconto in autunno o in inverno e un saldo in primavera; la maggior parte delle cedole si concentra tra aprile e giugno, con stacco di norma il lunedì. Come vengono tassate le cedole, italiane ed estere, è spiegato nella guida alla tassazione dei dividendi in Italia. Per chi investe anche oltre confine sono disponibili il calendario dei dividendi del DAX tedesco e quello delle blue chip svizzere dello SMI, seguito con attenzione anche in Ticino.
Guida completa ai dividendi in Italia
Tutto quello che serve sapere su stacco, pagamento, tassazione e strategie, con esempi sulle società del FTSE MIB.
Che cos'è un dividendo e perché conta?
Il dividendo è la quota di utile che una società per azioni distribuisce ai propri soci, in proporzione al numero di azioni possedute. Un esempio concreto: chi aveva in portafoglio 500 azioni Enel ha ricevuto a gennaio 2026 un acconto di 0,23 euro per azione (115 euro lordi) e a luglio 2026 un saldo di 0,26 euro per azione (130 euro lordi), per un totale di 0,49 euro per azione sull'esercizio 2025.
Il dividendo non è un diritto automatico. In Italia lo delibera l'assemblea degli azionisti quando approva il bilancio, su proposta del consiglio di amministrazione; gli acconti in corso d'anno li decide invece il consiglio, entro i limiti fissati dal codice civile (ne parliamo nel capitolo 3). Una società può ridurre o sospendere la cedola da un anno all'altro, ed è successo anche a nomi importanti del FTSE MIB.
Le forme di distribuzione più comuni
- Dividendo ordinario: la distribuzione annuale degli utili, decisa dall'assemblea che approva il bilancio.
- Acconto e saldo: lo stesso dividendo annuale pagato in due o più rate. Per una parte consistente del FTSE MIB è la norma.
- Dividendo straordinario: una distribuzione una tantum, per esempio dopo la vendita di un ramo d'azienda. Non va considerato ripetibile quando si calcola il rendimento.
- Distribuzione di riserve: la società paga attingendo a utili accumulati negli anni precedenti. Il saldo Enel di luglio 2026, per esempio, era composto da 0,045 euro di utile dell'esercizio 2025 e da 0,215 euro tratti dalla riserva «utili accumulati», come indica l'avviso di pagamento della società.
- Dividendo in azioni (scrip dividend): al posto del contante il socio riceve nuove azioni, oppure può scegliere tra le due forme.
Perché i dividendi contano per chi investe
I dividendi trasformano una parte del rendimento di un'azione in liquidità, senza dover vendere titoli. Su orizzonti lunghi sono una componente importante del guadagno complessivo, che però sfugge a chi guarda solo all'indice: il FTSE MIB citato nei notiziari non tiene conto delle cedole e scende quando le società le staccano. Il 18 maggio 2026, per esempio, 22 dei 40 titoli dell'indice hanno staccato il dividendo nello stesso giorno.
Come funzionano stacco, record date e pagamento a Piazza Affari?
A Piazza Affari il dividendo si stacca di regola il lunedì, la record date cade il martedì e il pagamento il mercoledì: ha diritto alla cedola chi possiede l'azione a fine giornata del venerdì precedente. Le principali azioni italiane sono negoziate su Euronext Milan, il mercato di Borsa Italiana che fino a ottobre 2021 si chiamava MTA.
Il calendario è fissato dalle Istruzioni al Regolamento dei mercati di Borsa Italiana (articolo IA.2.1.1). Per le società del FTSE MIB e per quelle su cui si negoziano derivati sul mercato IDEM, la data di stacco è il primo giorno di borsa aperta dopo il terzo venerdì del mese, quindi di norma il terzo o il quarto lunedì. Per le altre società vale il primo giorno di borsa aperta di ogni settimana. In casi eccezionali Borsa Italiana può concedere deroghe.
Le date del dividendo, nell'ordine
- Data della delibera: il giorno in cui l'assemblea (o, per un acconto, il consiglio di amministrazione) fissa importo e date. Da quel momento il dividendo è certo.
- Ultimo giorno «cum»: l'ultima seduta in cui l'azione si compra ancora con il diritto alla cedola, di norma il venerdì.
- Data di stacco (ex date): da questo giorno l'azione si negozia senza dividendo. Chi compra il lunedì dello stacco non riceve la cedola; chi vende quel lunedì la riceve comunque.
- Record date: il giorno in cui, sulla base delle registrazioni presso gli intermediari, si stabilisce chi ha diritto al pagamento. In Italia è il giorno di borsa successivo allo stacco.
- Data di pagamento: il giorno in cui la banca accredita il dividendo, già al netto delle imposte. Come ricorda il glossario di Borsa Italiana, lo stacco anticipa di solito di due giorni il pagamento.
Perché basta comprare entro il venerdì
I contratti di borsa si regolano due giorni lavorativi dopo l'esecuzione (T+2). Un acquisto fatto il venerdì viene regolato il martedì, cioè proprio alla record date: l'acquirente risulta titolare e incassa. Un acquisto del lunedì si regola il mercoledì, quando la record date è già passata. Dall'11 ottobre 2027 i mercati dell'Unione europea passeranno al regolamento in un giorno (T+1), come stabilisce il regolamento (UE) 2025/2075: è possibile che allora cambi anche la sequenza tra stacco e record date, e conviene verificare le nuove regole di Borsa Italiana prima di quella data.
Un esempio reale: il saldo Enel sull'esercizio 2025
- 19 marzo 2026 Il consiglio di amministrazione esamina il bilancio 2025 e la proposta di destinazione degli utili.
- 12 maggio 2026 L'assemblea approva il bilancio e il saldo di 0,26 euro per azione.
- Venerdì 17 luglio 2026 Ultimo giorno per comprare le azioni con diritto al saldo.
- Lunedì 20 luglio 2026 Stacco della cedola n. 44: il titolo quota senza dividendo.
- Martedì 21 luglio 2026 Record date.
- Mercoledì 22 luglio 2026 Pagamento: 0,26 euro lordi per azione, 0,1924 euro netti dopo la ritenuta del 26%.
Che cosa succede al prezzo il giorno dello stacco
Il giorno dello stacco il prezzo dell'azione si riduce, in linea teorica, dell'importo del dividendo, perché quella liquidità esce dalla società. Se un titolo chiude il venerdì a 20 euro e stacca una cedola di 1 euro, il lunedì il suo valore di riferimento teorico è di 19 euro; da lì in poi decide il mercato. Per l'investitore il conto non è nemmeno neutro: l'euro lordo diventa 0,74 euro netti dopo le imposte. Comprare un'azione il venerdì solo per incassare la cedola e rivenderla il lunedì, quindi, di solito non conviene: si pagano commissioni e tasse a fronte di un prezzo più basso.
Acconto e saldo: perché molte società del FTSE MIB pagano più volte l'anno?
Molte grandi società italiane dividono il dividendo annuale in un acconto, pagato prima che il bilancio sia approvato, e in un saldo, pagato dopo l'assemblea. Dei 36 titoli del FTSE MIB con un dividendo nei nostri dati, 11 pagano in due rate e 2 in quattro rate (dati al 29 ottobre 2026).
Che cosa dice la legge
L'acconto è regolato dall'articolo 2433-bis del codice civile. Possono distribuirlo solo le società il cui bilancio è soggetto per legge a revisione legale secondo le regole per gli enti di interesse pubblico, come le quotate. Lo statuto deve prevederlo e a deliberarlo è il consiglio di amministrazione, dopo il giudizio positivo del revisore sul bilancio dell'esercizio precedente. L'acconto non è ammesso se l'ultimo bilancio approvato chiude in perdita, e non può superare il minore tra gli utili realizzati dalla chiusura dell'esercizio precedente, al netto degli accantonamenti obbligatori a riserva, e le riserve disponibili.
| Società | Acconto | Saldo | Totale esercizio 2025 |
|---|---|---|---|
| Enel | 0,23 € (gennaio 2026) | 0,26 € (luglio 2026) | 0,49 € |
| Snam | 0,1208 € (gennaio 2026) | 0,1813 € (giugno 2026) | 0,3021 € |
| Intesa Sanpaolo | 0,186 € (novembre 2025) | 0,19 € (maggio 2026) | 0,376 € |
| Poste Italiane | 0,40 € (novembre 2025) | 0,85 € (giugno 2026) | 1,25 € |
| UniCredit | 1,4282 € (novembre 2025) | 1,7208 € (aprile 2026) | 3,149 € |
| Recordati | 0,63 € (novembre 2025) | 0,71 € (maggio 2026) | 1,34 € |
Eni distribuisce il dividendo in quattro rate, con stacco a settembre, novembre, marzo e maggio: per l'esercizio 2025 il totale è stato di 1,05 euro per azione. STMicroelectronics, quotata a Milano e a Parigi, paga ogni trimestre e fissa il dividendo in dollari, come fa Tenaris per le sue due rate annuali.
Dal punto di vista fiscale acconto e saldo sono identici: ogni rata subisce la ritenuta del 26% al momento del pagamento. Per il calcolo del rendimento conta invece la somma delle rate di un esercizio, non la singola cedola.
Come si calcola il rendimento da dividendo?
Il rendimento da dividendo (dividend yield) si ottiene dividendo il dividendo annuo per azione per il prezzo dell'azione e moltiplicando il risultato per cento.
Rendimento (%) = dividendo annuo per azione ÷ prezzo dell'azione × 100
Con i dati di Enel: 0,49 euro di dividendo sull'esercizio 2025 e un prezzo di 9,31 euro danno 0,49 ÷ 9,31 × 100 = 5,26%. È un rendimento lordo: dopo la ritenuta del 26% resta il 3,89% (5,26% × 0,74). Per le società che pagano in più rate si sommano tutte le rate dello stesso esercizio.
| Società | Dividendo per azione | Prezzo | Rendimento lordo | Rendimento netto (dopo il 26%) |
|---|---|---|---|---|
| Intesa Sanpaolo | 0,376 € | 6,02 € | 6,25% | 4,62% |
| Enel | 0,49 € | 9,31 € | 5,26% | 3,89% |
| Snam | 0,3021 € | 6,16 € | 4,90% | 3,63% |
| Generali | 1,64 € | 42,99 € | 3,81% | 2,82% |
| Ferrari | 3,615 € | 349,40 € | 1,03% | 0,77% |
Quanto rende in media il FTSE MIB
Al 29 ottobre 2026, 36 dei 40 titoli del FTSE MIB hanno un dividendo nei nostri dati. Il loro rendimento medio è del 3,80%, la mediana del 4,08%: 19 titoli superano il 4%, 9 superano il 5% e 9 restano sotto il 2%. I rendimenti più alti sono quelli di Banca Monte dei Paschi di Siena (7,85%), Inwit (7,62%) e Banco BPM (7,34%); i più bassi quelli di Avio (0,46%) e STMicroelectronics (0,72%). Il rendimento cambia ogni giorno con il prezzo: il nostro calendario lo aggiorna di continuo.
Come leggere il rendimento
Le soglie che seguono sono indicazioni di massima, non regole:
- Sotto il 2%: società che reinvestono gran parte degli utili per crescere, oppure titoli con un prezzo elevato rispetto agli utili.
- Tra il 2% e il 5%: la fascia in cui si colloca la maggior parte delle società mature del listino italiano.
- Oltre il 6–7%: possibile, ma da verificare. Spesso il mercato sconta un taglio futuro, oppure il dividendo comprende componenti che non si ripeteranno.
Quante tasse si pagano sui dividendi in Italia?
Una persona fisica residente in Italia paga il 26% sui dividendi, trattenuto direttamente dalla banca o dal broker italiano: su 1.000 euro lordi di dividendi di una società italiana ne arrivano sul conto 740. L'aliquota del 26% si applica ai redditi finanziari dal 1° luglio 2014, salvo eccezioni come i titoli di Stato, e dal 2018 vale anche per le partecipazioni qualificate.
Regime amministrato e regime dichiarativo
Con il regime amministrato, quello standard nelle banche italiane, l'intermediario agisce da sostituto d'imposta: trattiene il 26% sui dividendi e nella dichiarazione dei redditi non va indicato nulla. Con un broker estero che non fa da sostituto d'imposta si è invece nel regime dichiarativo: i dividendi vanno indicati nel quadro RM del modello Redditi PF con l'imposta sostitutiva del 26%, e i titoli detenuti all'estero nel quadro RW. In nessuno dei due regimi le minusvalenze di borsa si possono compensare con i dividendi.
Dividendi esteri: la doppia ritenuta
Sui dividendi di società estere il prelievo è doppio. Prima trattiene il Paese in cui ha sede la società, poi la banca italiana applica il 26% sull'importo già ridotto, il cosiddetto netto frontiera (articolo 27 del DPR 600/1973). Nel regime amministrato la ritenuta estera non si scala dall'imposta italiana: per l'Agenzia delle Entrate il credito per le imposte pagate all'estero non spetta sui redditi tassati con ritenuta a titolo d'imposta o con imposta sostitutiva, anche se una parte della giurisprudenza della Cassazione ha dato ragione ai contribuenti. Le convenzioni contro le doppie imposizioni fissano però un'aliquota massima nel Paese della società: la parte trattenuta in eccesso si può chiedere a rimborso all'amministrazione fiscale estera.
| Paese della società | Ritenuta alla fonte | Aliquota massima da convenzione con l'Italia | Recuperabile all'estero |
|---|---|---|---|
| Germania | 26,375% (25% più il 5,5% di contributo di solidarietà) | 15% | 11,375 punti, con domanda all'ufficio federale delle imposte (BZSt) |
| Francia | 12,8% per le persone fisiche | 15% | Nulla, se viene applicato il 12,8% |
| Spagna | 19% | 15% | 4 punti, con domanda all'amministrazione fiscale spagnola |
| Paesi Bassi | 15% | 15% | Nulla |
| Svizzera | 35% (imposta preventiva) | 15% | 20 punti, con domanda all'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) |
| Stati Uniti | 30% | 15% | La differenza si evita a monte consegnando alla banca il modulo W-8BEN |
Esempio: 1.000 euro di dividendi svizzeri
- Dividendo lordo: 1.000 euro (importo già convertito).
- Imposta preventiva svizzera del 35%: 350 euro. Netto frontiera: 650 euro.
- Ritenuta italiana del 26% su 650 euro: 169 euro.
- Incasso netto: 481 euro, cioè un prelievo complessivo del 51,9%.
- Con il rimborso dei 20 punti chiesto alla Svizzera (200 euro), l'incasso complessivo sale a 681 euro.
Con la stessa logica, 1.000 euro di dividendi tedeschi diventano 544,82 euro netti: 263,75 euro di ritenuta in Germania e 191,43 euro di ritenuta italiana sui 736,25 euro rimasti. Il rimborso degli 11,375 punti in eccesso vale 113,75 euro.
Anche alcune società del FTSE MIB hanno sede legale all'estero, per esempio nei Paesi Bassi o in Lussemburgo. Per questi titoli il trattamento fiscale non è uniforme: conviene leggere l'avviso di pagamento della società.
Conviene reinvestire i dividendi?
Reinvestire i dividendi fa crescere il capitale più in fretta, perché i dividendi successivi si calcolano su un numero di azioni sempre maggiore: è l'effetto dell'interesse composto. Nella maggior parte dei conti titoli il reinvestimento non è automatico: il dividendo netto arriva sul conto e sta all'investitore decidere se e dove reinvestirlo. In alternativa ci sono gli ETF ad accumulazione, che reinvestono i dividendi all'interno del fondo.
Un esempio di calcolo
Ipotesi: 10.000 euro investiti in azioni con un rendimento lordo del 5%, prezzo e dividendo costanti, ritenuta del 26% e nessuna commissione. Il rendimento netto è quindi del 3,7% annuo (5% × 0,74). Se i dividendi vengono reinvestiti ogni anno, il capitale cresce secondo la formula:
Capitale finale = capitale iniziale × (1 + rendimento netto)anni
Senza reinvestimento il capitale resta di 10.000 euro e i dividendi si sommano in modo lineare: 370 euro netti all'anno.
| Anni | Senza reinvestimento (capitale più dividendi incassati) | Con reinvestimento | Differenza |
|---|---|---|---|
| 1 | 10.370 € | 10.370 € | 0 € |
| 5 | 11.850 € | 11.992 € | 142 € |
| 10 | 13.700 € | 14.381 € | 681 € |
| 20 | 17.400 € | 20.681 € | 3.281 € |
| 30 | 21.100 € | 29.741 € | 8.641 € |
Nei primi anni la differenza è modesta, poi accelera: dopo 30 anni vale 8.641 euro, pari all'86% del capitale iniziale. Nella realtà i dividendi non restano fermi. Enel, per esempio, ha portato il dividendo da 0,18 euro per azione sull'esercizio 2016 a 0,49 euro sull'esercizio 2025: chi possedeva 1.000 azioni ha visto salire la cedola annua lorda da 180 a 490 euro senza comprare un solo titolo in più. Prezzi e dividendi possono però muoversi anche nella direzione opposta; l'esempio mostra il meccanismo, non promette un risultato.
Accumulazione e tasse
Negli ETF armonizzati ad accumulazione i dividendi vengono reinvestiti dentro il fondo e il 26% si paga solo quando si vendono le quote, sul guadagno realizzato. Con le singole azioni, invece, ogni dividendo viene tassato subito, prima di poter essere reinvestito: a parità di rendimento lordo, il fondo ad accumulazione rinvia l'imposta.
Che cos'è il payout ratio e quale valore è sostenibile?
Il payout ratio indica quale parte dell'utile netto una società distribuisce come dividendo.
Payout ratio (%) = dividendo per azione ÷ utile per azione × 100
Esempio teorico: una società con un utile per azione di 0,80 euro che paga 0,50 euro di dividendo ha un payout del 62,5%. Il restante 37,5% dell'utile resta in azienda per investimenti, riduzione del debito o riserve.
| Payout | Lettura |
|---|---|
| Sotto il 30% | Dividendo prudente, con ampio margine per aumenti o per assorbire un anno difficile |
| 30–60% | Equilibrio tra distribuzione e reinvestimento, tipico di molte società mature |
| 60–80% | Normale in settori stabili e regolati; altrove lascia poco margine |
| Oltre l'80% | Da verificare: il dividendo può dipendere da riserve, debito o utili non ripetibili |
| Oltre il 100% | La società distribuisce più di quanto guadagna: sostenibile solo per un periodo limitato |
Il settore cambia la lettura
Un payout alto non significa la stessa cosa in tutti i settori. Le società delle reti regolate, come Snam, Terna o Italgas, hanno ricavi in gran parte determinati dalle tariffe dell'autorità di regolazione (ARERA) e utili più prevedibili: possono sostenere distribuzioni elevate. Banche e assicurazioni esprimono spesso la politica di dividendo come percentuale dell'utile, a volte affiancata da riacquisti di azioni proprie, ma dipendono anche dalle autorità di vigilanza: il 27 marzo 2020 la Banca centrale europea raccomandò alle banche dell'area euro di non pagare dividendi almeno fino al 1° ottobre 2020, termine poi prorogato al 1° gennaio 2021. Nei settori ciclici, come auto, energia o servizi petroliferi, gli utili oscillano molto e un payout alto in un anno buono può diventare insostenibile in quello successivo.
Oltre l'utile: la cassa
L'utile contabile può essere influenzato da svalutazioni o plusvalenze straordinarie. Per questo è utile confrontare il dividendo anche con il flusso di cassa libero (free cash flow): se i dividendi superano stabilmente la cassa generata, la differenza viene coperta con debito o riserve. Anche l'avviso di pagamento dice molto. Come si è visto per Enel, indica se il dividendo proviene dall'utile dell'esercizio o da riserve accumulate: non è di per sé un segnale d'allarme, ma è un'informazione da conoscere.
Esistono «aristocratici del dividendo» in Italia?
In senso stretto no: nei nostri dati nessun titolo del FTSE MIB si avvicina ai 25 anni consecutivi di aumenti richiesti dall'indice statunitense S&P 500 Dividend Aristocrats, e le serie più lunghe arrivano a una decina di anni. Ci sono però società italiane che nell'ultimo decennio hanno alzato il dividendo ogni anno.
Il termine nasce negli Stati Uniti. Per l'Europa S&P calcola l'indice S&P Europe 350 Dividend Aristocrats, che secondo il regolamento richiede almeno dieci anni consecutivi di dividendi in aumento o stabili. Applicando un criterio simile al FTSE MIB emergono poche società, quasi tutte dei servizi regolati o della sanità.
| Società | Dividendo per azione, inizio e fine della serie | Aumenti consecutivi | Crescita media annua 2020–2025 | Rendimento al 29/10/2026 |
|---|---|---|---|---|
| Recordati | 0,60 € (2015) → 1,34 € (2025) | 10 | 5,0% | 2,54% |
| Enel | 0,18 € (2016) → 0,49 € (2025) | 9 | 6,5% | 5,26% |
| Snam | 0,2155 € (2017) → 0,3021 € (2025) | 8 | 3,9% | 4,90% |
| Italgas | 0,1953 € (2017) → 0,432 € (2025) | 8 | 10,7% | 4,83% |
| Poste Italiane | 0,463 € (2019) → 1,25 € (2025) | 6 | 20,8% | 5,11% |
| Hera | 0,10 € (2019) → 0,16 € (2025) | 6 | 7,8% | 4,40% |
Gli importi di Italgas sono rettificati per le operazioni sul capitale; la crescita media annua è calcolata tra l'esercizio 2020 e l'esercizio 2025. Con il criterio europeo, che ammette anche dividendi stabili, si aggiunge A2A e la serie di Hera si allunga: nei nostri dati nessuna delle due ha mai ridotto il dividendo dall'esercizio 2011 al 2025. Generali ha aumentato la cedola ogni anno dall'esercizio 2021 (1,07 euro) al 2025 (1,64 euro).
Che cosa ha interrotto le serie
Il 2020 ha spezzato molte serie del listino italiano. Le banche hanno dovuto rispettare la raccomandazione della BCE di sospendere i dividendi; altre società hanno ridotto la cedola per prudenza, come Ferrari (da 1,13 euro sull'esercizio 2019 a 0,867 euro sull'esercizio 2020) e Prysmian (da 0,43 euro sull'esercizio 2018 a 0,25 euro sull'esercizio 2019). Entrambe sono poi tornate a crescere: Ferrari ha distribuito 3,615 euro sull'esercizio 2025, Prysmian 0,90 euro.
Come usare queste serie
- Resistenza alle crisi: un dividendo mantenuto nel 2020 dice di più di dieci aumenti in anni facili.
- Crescita rispetto all'inflazione: un aumento simbolico ogni anno può significare, in termini reali, un dividendo fermo o in calo.
- Sostenibilità: una lunga serie di aumenti con un payout in salita può finire con un taglio. Conta il rapporto con utili e cassa.
- Prezzo d'ingresso: una società di qualità comprata a un prezzo elevato offre un rendimento iniziale basso.
Come si riconosce un dividendo solido e quali sono le trappole?
Un dividendo solido è coperto da utili e cassa, è pagato da una società con un debito sostenibile e ha già superato almeno un anno difficile. Un rendimento alto, da solo, non è un indicatore di qualità.
I criteri di qualità
- Continuità: quante volte il dividendo è stato tagliato o sospeso negli ultimi dieci-quindici anni, e per quali ragioni.
- Copertura: un payout sostenibile per il settore e dividendi coperti dal flusso di cassa libero.
- Debito: per le società industriali, il rapporto tra debito netto e margine operativo lordo (EBITDA); per banche e assicurazioni, indici patrimoniali (CET1, Solvency II) ben sopra i minimi richiesti.
- Visibilità: una politica di dividendo dichiarata nel piano industriale, ricavi regolati o contratti di lungo periodo.
- Posizione competitiva: marchi, reti, concessioni o quote di mercato difficili da replicare.
Le trappole da dividendo
- Rendimento gonfiato da un crollo del prezzo. Stellantis ha pagato 1,55 euro per azione sull'esercizio 2023 e 0,68 euro sull'esercizio 2024. Nel febbraio 2026 ha sospeso il dividendo dopo aver chiuso il 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi di euro. Chi calcolava il rendimento sull'ultima cedola vedeva un valore che non si sarebbe ripetuto.
- Settori ciclici al picco. Nei nostri dati Saipem non ha distribuito dividendi sugli esercizi dal 2020 al 2023 ed è tornata a pagare 0,17 euro sull'esercizio 2024.
- Società in ristrutturazione. Nei nostri dati Telecom Italia non ha più pagato dividendi sulle azioni ordinarie dopo l'esercizio 2020.
- Dividendi straordinari scambiati per ricorrenti. Una distribuzione una tantum fa salire il rendimento di un anno, ma non quello degli anni successivi.
- Acquisti solo per lo stacco. Il prezzo scende dell'importo della cedola, mentre tasse e commissioni restano a carico di chi compra.
Prima di comprare: una lista di controllo
- Il dividendo dell'ultimo esercizio è stato deliberato o è solo una stima?
- Quanto vale il payout sull'utile e sulla cassa, e come si è mosso negli ultimi anni?
- Il dividendo è stato tagliato in passato? Per quale motivo?
- La società ha comunicato una politica di dividendo per i prossimi anni?
- Quanto pesa il titolo nel portafoglio, e quanto pesa il suo settore?
- Quale sarà il rendimento netto dopo la ritenuta italiana ed eventualmente quella estera?
Meglio un ETF o le singole azioni da dividendo?
Un ETF distribuisce il rischio su decine o centinaia di società con un solo acquisto; le singole azioni permettono di scegliere titolo per titolo, ma concentrano il rischio e richiedono più tempo. Per chi investe a Piazza Affari la differenza pesa: 12 dei 40 titoli del FTSE MIB sono banche, assicurazioni o altre società finanziarie, e un portafoglio costruito solo sui rendimenti più alti del listino italiano finisce spesso per dipendere da un unico settore.
| Criterio | ETF | Singole azioni |
|---|---|---|
| Diversificazione | Ampia con un solo strumento | Dipende dal numero di titoli e di settori scelti |
| Costi | Spesa annua del fondo (TER) più commissioni di acquisto | Solo commissioni di acquisto e vendita |
| Controllo | Nessuna scelta sui singoli titoli | Piena libertà di selezione |
| Dividendi | Distribuiti periodicamente (ETF a distribuzione) o reinvestiti nel fondo (ETF ad accumulazione) | Incassati a ogni stacco |
| Fiscalità in Italia | Proventi e guadagni tassati al 26% come redditi di capitale (12,5% sulla quota in titoli di Stato); le perdite sono redditi diversi e non compensano i guadagni su ETF | Dividendi al 26%; plusvalenze e minusvalenze compensabili tra loro |
| Tempo richiesto | Basso | Elevato: bilanci, avvisi, assemblee |
Su entrambi grava l'imposta di bollo dello 0,20% annuo sul valore dei prodotti finanziari detenuti tramite un intermediario italiano; per quelli detenuti all'estero si applica l'IVAFE. Molti investitori combinano le due strade: un ETF come base diversificata e alcune azioni scelte con criterio. La proporzione dipende da tempo, competenze e propensione al rischio: non esiste una ripartizione valida per tutti.
Chi decide il dividendo e quali diritti ha l'azionista?
Il dividendo lo decide l'assemblea ordinaria degli azionisti, su proposta del consiglio di amministrazione, quando approva il bilancio dell'esercizio. Il codice civile (articolo 2364) impone di tenerla entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio, o entro 180 giorni se lo statuto lo prevede nei casi ammessi: per questo le assemblee si concentrano tra marzo e giugno e la maggior parte dei saldi si stacca tra aprile e luglio.
Dalla proposta al pagamento
- Il consiglio di amministrazione approva il progetto di bilancio e propone il dividendo, con le date di stacco, record date e pagamento.
- L'assemblea approva il bilancio e delibera la distribuzione. Da quel momento l'azionista ha diritto al dividendo.
- La società pubblica l'avviso di pagamento e, alla data stabilita, la banca accredita il dividendo al netto delle imposte.
I diritti dell'azionista di una società quotata
- Diritto agli utili: partecipare agli utili distribuiti, in proporzione alle azioni possedute, una volta deliberati.
- Diritto di intervento e di voto: spetta a chi risulta azionista alla fine della giornata contabile del settimo giorno di mercato aperto prima dell'assemblea (articolo 83-sexies del TUF). Chi compra dopo quella data non vota; chi vende dopo può votare comunque.
- Diritto di porre domande: sugli argomenti all'ordine del giorno si possono inviare domande anche prima dell'assemblea; la società risponde al più tardi durante la riunione (articolo 127-ter del TUF).
- Integrazione dell'ordine del giorno: i soci che rappresentano, anche insieme, almeno un quarantesimo del capitale (2,5%) possono chiedere di aggiungere argomenti o presentare proposte (articolo 126-bis del TUF).
- Diritto di informazione: bilancio, relazioni e proposte di delibera vengono pubblicati prima dell'assemblea sul sito della società.
Domande frequenti
Quando vengono pagati i dividendi in Italia?
A Piazza Affari il dividendo viene pagato di norma il mercoledì, due giorni di borsa dopo lo stacco del lunedì. Per le società del FTSE MIB lo stacco cade il primo giorno di borsa dopo il terzo venerdì del mese; molte pagano in primavera dopo l'assemblea, e diverse anche un acconto tra novembre e gennaio.
Entro quando bisogna comprare le azioni per avere il dividendo?
Bisogna comprare le azioni al più tardi nella seduta che precede lo stacco, di solito il venerdì. Con il regolamento a due giorni (T+2) l'acquisto del venerdì viene regolato il martedì, cioè alla record date; chi compra il lunedì dello stacco non riceve la cedola.
Cosa succede il giorno dello stacco del dividendo?
Il giorno dello stacco l'azione inizia a essere negoziata senza diritto al dividendo e il suo prezzo si riduce, in teoria, dell'importo della cedola. Chi aveva le azioni alla chiusura della seduta precedente riceve comunque il dividendo, anche se vende il giorno stesso.
Che differenza c'è tra data di stacco e record date?
La data di stacco è il primo giorno in cui l'azione si negozia senza dividendo, la record date è il giorno in cui gli intermediari verificano chi ha diritto al pagamento. In Italia la record date cade il giorno di borsa successivo allo stacco, di solito il martedì.
Quanto si paga di tasse sui dividendi?
In Italia una persona fisica residente paga il 26% sui dividendi, trattenuto direttamente dalla banca: su 1.000 euro lordi di una società italiana ne restano 740. Sui dividendi esteri la banca applica il 26% sull'importo già ridotto dalla ritenuta del Paese della società.
Quanto si paga sui dividendi delle azioni tedesche?
Su un dividendo tedesco la Germania trattiene il 26,375% e la banca italiana applica poi il 26% sul resto: da 1.000 euro lordi restano 544,82 euro. La convenzione tra Italia e Germania limita la ritenuta tedesca al 15%, quindi 11,375 punti si possono chiedere a rimborso all'ufficio federale delle imposte tedesco (BZSt).
Perché i dividendi delle azioni svizzere sono tassati così tanto?
Perché la Svizzera trattiene un'imposta preventiva del 35% e in Italia si paga poi il 26% sul netto: da 1.000 euro lordi restano 481 euro. La convenzione con l'Italia limita il prelievo svizzero al 15%, quindi 20 punti si possono recuperare con una domanda all'Amministrazione federale delle contribuzioni.
Cosa sono l'acconto e il saldo del dividendo?
L'acconto è una parte del dividendo annuale pagata prima dell'approvazione del bilancio, il saldo è la parte restante pagata dopo l'assemblea. Enel, per esempio, sull'esercizio 2025 ha pagato 0,23 euro a gennaio e 0,26 euro a luglio 2026; Eni divide il dividendo in quattro rate.
Come si calcola il rendimento da dividendo?
Il rendimento da dividendo si calcola dividendo il dividendo annuo per azione per il prezzo dell'azione e moltiplicando per 100. Con 0,49 euro di dividendo e un prezzo di 9,31 euro si ottiene il 5,26% lordo, pari al 3,89% netto dopo la ritenuta del 26%.
I dividendi vanno indicati nella dichiarazione dei redditi?
No, se le azioni sono in un conto titoli presso una banca o un broker italiano in regime amministrato, perché il 26% viene già trattenuto alla fonte. Con un broker estero che non fa da sostituto d'imposta i dividendi vanno invece indicati nel quadro RM del modello Redditi PF e i titoli nel quadro RW.
Quando vengono pagati i dividendi del FTSE MIB?
Il prossimo stacco nel FTSE MIB è il 23 nov 2026 (BPER Banca, Eni, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane, Recordati e Terna). La maggior parte delle società stacca il dividendo in maggio e aprile.
Quali azioni del FTSE MIB hanno il rendimento da dividendo più alto?
In base all'ultimo dividendo annuo e al prezzo di chiusura, i rendimenti più alti del FTSE MIB sono quelli di Banca Monte dei Paschi di Siena (7,90%), Inwit (7,72%) e Banco BPM (7,25%).
Qual è il rendimento medio da dividendo del FTSE MIB?
Il rendimento medio delle 36 società del FTSE MIB che pagano un dividendo è del 3,80% (su 40 società in totale).